martedì 10 settembre 2013
Gelmini: In Giunta una corsa per eliminare il nemico Berlusconi
La nota della parlamentare del Pdl
“Ci saremmo aspettati che la Giunta non intraprendesse una corsa contro il tempo pur di eliminare in 48 ore il nemico di sempre. Forse il Pd avrà blandito il proprio elettorato ma non ha dimostrato alcun interesse per la stabilità e con il voto di oggi ha deciso di archiviare il governo Letta.
La crisi dell`esecutivo la vuole il Pd che ha anteposto il congresso al governo e deve dare al suo elettorato lo scalpo di Berlusconi. E` il Pd che si assume la responsabilità di far cadere il governo. Uno è leader finché ha i voti nel Paese, non lo decidiamo nei salotti. Votare la legge Severino è stato un errore, sull`onda dell`emotività e dell`indignazione del Paese dopo i casi Fiorito e Penati. Dovevamo prevedere che avrebbe potuto avere nel giustizialismo un uso distorto, e così è accaduto”.
La crisi dell`esecutivo la vuole il Pd che ha anteposto il congresso al governo e deve dare al suo elettorato lo scalpo di Berlusconi. E` il Pd che si assume la responsabilità di far cadere il governo. Uno è leader finché ha i voti nel Paese, non lo decidiamo nei salotti. Votare la legge Severino è stato un errore, sull`onda dell`emotività e dell`indignazione del Paese dopo i casi Fiorito e Penati. Dovevamo prevedere che avrebbe potuto avere nel giustizialismo un uso distorto, e così è accaduto”.
Pur di eliminare nemico politico mettono in ginocchio Paese
(ANSA) – ROMA, 10 SET – ”Siamo esterrefatti per il comportamento del Partito Democratico, ieri, in Giunta.Pur di eliminare per via giudiziaria lo storico nemico politico, preferiscono mettere in ginocchio il Paese”. Lo afferma il segretario del Pdl Angelino Alfano.
Il vice premier critica la decisione di applicare “retroattivamente, in fretta e furia, una norma che ormai innumerevoli giuristi, personalità neutre e di sereno giudizio, ritengono pacificamente irretroattiva. Tutto – conclude Alfano - ciò è davvero incredibile oltre che insopportabile“. (ANSA).
domenica 7 luglio 2013
VITTORIA DEL NOSTRO GOVERNO: L'EUROPA RICONOSCE CHE DI SOLO RIGORE SI MUORE
Un’altra vittoria del nostro governo che ha ottenuto dall’Europa un riconoscimento importante: che di solo rigore si muore.
Quello di oggi è un successo per l’Italia e per il nostro governo, per due motivi:
1.E’ il riconoscimento del fatto che di solo rigore si può morire, servono gli investimenti
2.In secondo luogo è il riconoscimento dei sacrifici fatti dagli italiani, della serietà con la quale abbiamo rispettato gli impegni presi in Europa
Per non rendere inutili questi sacrifici bisogna investire per la crescita, per il rilancio dell’economia e dell’occupazione.
LEGGETE ANCHE: Basta rigore: 73 miliardi nei prossimi dieci anni per investimenti in infrastrutture
LA NOTA DELLA COMMISSIONE
La Commissione Europea, infatti, consentirà ai paesi Ue “deviazioni temporanee” dagli obiettivi di bilancio previsti dal Patto di Stabilità in caso di investimenti pubblici legati a misure per favorire la crescita. Finalmente! Un riconoscimento di ciò che diciamo da tempo: bisogna investire perchè di solo rigore si muore.
Una vera vittoria per il nostro governo e per il Pdl. Non tutti gli investimenti sono uguali: quelli per la crescita non sono catalogabili come semplice spesa e vanno quindi tenuto fuori dai vincoli del patto di stabilità europeo. Questa è la nostra idea di golden rule!
LEGGETE ANCHE: Basta austerità, adesso crescita. Il rigore finanziario non è il fine ma lo strumento
ALCUNE OPERE EUROPEE
I grandi corridoi infrastrutturali che attraversano l’Italia sono strategici per il nostro paese e per l’Europa, la Tav Torino-Lione, il tunnel del Brennero e le altre grandi opere nella cui realizzazione siamo impegnati sono un volano per la ripresa. Quello europeo non è il via a una nuova fase di spesa facile, ma che bisogna investire in spesa produttiva
Quello di oggi è un successo per l’Italia e per il nostro governo, per due motivi:
1.E’ il riconoscimento del fatto che di solo rigore si può morire, servono gli investimenti
2.In secondo luogo è il riconoscimento dei sacrifici fatti dagli italiani, della serietà con la quale abbiamo rispettato gli impegni presi in Europa
Per non rendere inutili questi sacrifici bisogna investire per la crescita, per il rilancio dell’economia e dell’occupazione.
LEGGETE ANCHE: Basta rigore: 73 miliardi nei prossimi dieci anni per investimenti in infrastrutture
LA NOTA DELLA COMMISSIONE
La Commissione Europea, infatti, consentirà ai paesi Ue “deviazioni temporanee” dagli obiettivi di bilancio previsti dal Patto di Stabilità in caso di investimenti pubblici legati a misure per favorire la crescita. Finalmente! Un riconoscimento di ciò che diciamo da tempo: bisogna investire perchè di solo rigore si muore.
Una vera vittoria per il nostro governo e per il Pdl. Non tutti gli investimenti sono uguali: quelli per la crescita non sono catalogabili come semplice spesa e vanno quindi tenuto fuori dai vincoli del patto di stabilità europeo. Questa è la nostra idea di golden rule!
LEGGETE ANCHE: Basta austerità, adesso crescita. Il rigore finanziario non è il fine ma lo strumento
ALCUNE OPERE EUROPEE
I grandi corridoi infrastrutturali che attraversano l’Italia sono strategici per il nostro paese e per l’Europa, la Tav Torino-Lione, il tunnel del Brennero e le altre grandi opere nella cui realizzazione siamo impegnati sono un volano per la ripresa. Quello europeo non è il via a una nuova fase di spesa facile, ma che bisogna investire in spesa produttiva
Festa Di San Lorenzo
La Fiera di San Lorenzo, si svolge ogni anno la terza domenica di luglio. Questa grande ed antica fiera fu indetta dal Duca Emanuele Filiberto nel 1560. Nella prima metà del 1800 fu spostata al 10 agosto, giorno di San Lorenzo e successivamente anticipata al mese di luglio. La festa patronale è organizzata dall'Associazione Culturale San Lorenzo con il patrocinio e contributo della Città di Collegno.
Domenica 21 luglio Festa di San Lorenzo
Visite guidate al cantiere per il restauro del Chiostro centrale della Certosa Reale
Prenotazione obbligatoria - per informazioni telefonare allo 011 4015518 - 311
Guarda il programma completo della manifestazione
453^ Festa Patronale Fiera di San Lorenzo
Consulta le graduatorie per la concessione dei posteggi
Determinazione n. 439 del 24.06.2013 - 453^ festa patronale "san lorenzo". Approvazione graduatoria domande di concessione di posteggio;
Graduatoria domande di concessioni di posteggio "453^ festa patronale "san lorenzo"";
Graduatoria in ordine alfabetico con orario di scelta posteggio.
Per consultare i documenti clicca QUI
Domenica 21 luglio Festa di San Lorenzo
Visite guidate al cantiere per il restauro del Chiostro centrale della Certosa Reale
Prenotazione obbligatoria - per informazioni telefonare allo 011 4015518 - 311
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453^ Festa Patronale Fiera di San Lorenzo
Consulta le graduatorie per la concessione dei posteggi
Determinazione n. 439 del 24.06.2013 - 453^ festa patronale "san lorenzo". Approvazione graduatoria domande di concessione di posteggio;
Graduatoria domande di concessioni di posteggio "453^ festa patronale "san lorenzo"";
Graduatoria in ordine alfabetico con orario di scelta posteggio.
Per consultare i documenti clicca QUI
Programma Colonia Sonora
DAL 9 AL 20 LUGLIO 2013
09 - DANIELE SILVESTRI
11 - DISCOMANIA
12 - ALBOROSIE
13 - ELF FEST in collaborazione con Dracma Records
14 - DISCOINFERNO
16 - GIOVANNI VERGA (Spettacolo di Cabaret)
17 - AFRICA UNITE
18 - DIVINA
19 - LINEA 77 + EXTREMA + SETTEMBRE NERO
20 - FABRIZIO MORO
Corso Pastrengo 17 10093 Collegno
Telefono 011 535529
E-mail metropolis@radar.it
09 - DANIELE SILVESTRI
11 - DISCOMANIA
12 - ALBOROSIE
13 - ELF FEST in collaborazione con Dracma Records
14 - DISCOINFERNO
16 - GIOVANNI VERGA (Spettacolo di Cabaret)
17 - AFRICA UNITE
18 - DIVINA
19 - LINEA 77 + EXTREMA + SETTEMBRE NERO
20 - FABRIZIO MORO
Corso Pastrengo 17 10093 Collegno
Telefono 011 535529
E-mail metropolis@radar.it
lunedì 1 luglio 2013
PASAGGIO PEDONALE PROTETTO SUL CORSO FRANCIA
Partirà nel prossimo mese di luglio il cantiere per la realizzazione del passaggio pedonale protetto sul cavalcavia di corso Francia.
UN AUTOVELOX DI CORSO FRANCIA
COLLEGNO: UN AUTOVELOX DI CORSO FRANCIA SI SPOSTA SUL CAVALCAFERROVIA
AUTOVELOX DI CORSO FRANCIA (VIA CASTAGNEVIZZA)
SPOSTATO SUL CAVALCAFERROVIA
Sono e restano tre gli autovelox presenti a Collegno. La novità è rappresentata dallo spostamento di quello di più antica installazione, nel 2007 su corso Francia angolo via Castagnevizza, in una nuova sede, ossia quasi all’apice del vicino cavalcaferrovia in direzione Rivoli.
I lavori di trasferimento del’impianto sono già in corso, e vanno a coincidere con quelli per la realizzazione di un passaggio ciclo-pedonale protetto proprio in quel tratto di corso Francia tra le vie Torino e Lombroso. Il nuovo autovelox sarà completato entro la fine di luglio, poi, dopo i collaudi necessari, nel mese di agosto, inizierà ad essere operativo. Limite previsto, come quello precedente, di 50 km/h.
“Si tratta – spiega il Sindaco Silvana Accossato – di una scelta maturata da tempo e rinviata solo per motivi burocratici. Abbiamo voluto inserire l’autovelox in un tratto di corso Francia dove, solo lo scorso anno, è ancora avvenuto un incidente mortale e troppo spesso le auto finiscono fuoristrada. La dimostrazione che questo sistema funziona è data proprio dalla precedente collocazione dell’impianto all’angolo con via Castagnevizza: dopo sei anni gli incidenti in loco sono diminuiti drasticamente e la riduzione media della velocità è palese”.
AUTOVELOX DI CORSO FRANCIA (VIA CASTAGNEVIZZA)
SPOSTATO SUL CAVALCAFERROVIA
Sono e restano tre gli autovelox presenti a Collegno. La novità è rappresentata dallo spostamento di quello di più antica installazione, nel 2007 su corso Francia angolo via Castagnevizza, in una nuova sede, ossia quasi all’apice del vicino cavalcaferrovia in direzione Rivoli.
I lavori di trasferimento del’impianto sono già in corso, e vanno a coincidere con quelli per la realizzazione di un passaggio ciclo-pedonale protetto proprio in quel tratto di corso Francia tra le vie Torino e Lombroso. Il nuovo autovelox sarà completato entro la fine di luglio, poi, dopo i collaudi necessari, nel mese di agosto, inizierà ad essere operativo. Limite previsto, come quello precedente, di 50 km/h.
“Si tratta – spiega il Sindaco Silvana Accossato – di una scelta maturata da tempo e rinviata solo per motivi burocratici. Abbiamo voluto inserire l’autovelox in un tratto di corso Francia dove, solo lo scorso anno, è ancora avvenuto un incidente mortale e troppo spesso le auto finiscono fuoristrada. La dimostrazione che questo sistema funziona è data proprio dalla precedente collocazione dell’impianto all’angolo con via Castagnevizza: dopo sei anni gli incidenti in loco sono diminuiti drasticamente e la riduzione media della velocità è palese”.
UNODINOI: LA PROPOSTA DEL MOVIMENTO PER LA VITA
L'Appello per richiedere alle Istituzioni europee di riconoscere il diritto alla vita del bambino concepito e non ancora nato
Con l'Appello si chiede che:
- l’Unione Europea introduca il divieto e ponga fine al finanziamento di attività presupponenti la distruzione di embrioni umani, incluse quelle volte all'ottenimento di cellule staminali;
- non siano finanziati i seguenti ambiti di ricerca: clonazione umana, modifica del patrimonio genetico degli esseri umani, creazione di embrioni umani a fini di ricerca o per produrre cellule staminali;
- non siano finanziate le iniziative che favoriscono l’aborto.
Per ulteriori informazioni e per dare la propria adesione, visita il sito www.mpv.org
Con l'Appello si chiede che:
- l’Unione Europea introduca il divieto e ponga fine al finanziamento di attività presupponenti la distruzione di embrioni umani, incluse quelle volte all'ottenimento di cellule staminali;
- non siano finanziati i seguenti ambiti di ricerca: clonazione umana, modifica del patrimonio genetico degli esseri umani, creazione di embrioni umani a fini di ricerca o per produrre cellule staminali;
- non siano finanziate le iniziative che favoriscono l’aborto.
Per ulteriori informazioni e per dare la propria adesione, visita il sito www.mpv.org
venerdì 17 maggio 2013
Referendum Bologna. Sacconi: "L'Italia si suicida se rinnega i sui principi" - Tratto da tempi
Anche il presidente della Commissione lavoro al Senato Maurizio Sacconi si schiera a sostegno dei fondi alle scuole paritarie dell’infanzia e del sistema pubblico integrato bolognese. Per questo chiede di votare “B” come “bambini” al referendum del prossimo 26 maggio. «La libertà educativa è un principio della tradizione nazionale – ha detto a tempi.it – e l’Italia si suicida se rinnega i suoi principi».
Sacconi, perché è importate la battaglia di Bologna in difesa dei fondi alle scuole dell’infanzia paritarie?
Perché il referendum è il frutto di un’iniziativa ideologica promossa da ambienti laicisti che vogliono mettere in discussione i principi della tradizione nazionale, compresa la libertà educativa. I promotori del referendum non solo rifiutano questo principio naturale, ma anche la ragion pratica in base alla quale il sistema pubblico integrato bolognese promuove uno straordinario rapporto tra spesa e resa per la collettività, un modello più volte difeso dal sindaco della città Virginio Merola (che ha scritto una lettera ai bolognesi chiedendo di votare “B”, ndr).
Oltre a votare “B” al referendum, cosa suggerisce di fare ai cittadini di Bologna?
Occorre che chi crede nei principi della tradizione prenda atto dell’ampia portata di questo attacco ideologico che, ormai, si sviluppa a tutto campo. Bisognerebbe replicare esperienze come quelle dei comitati civici per difendere i principi della vita, della famiglia e della libertà educativa dagli attacchi sistemici. Personalmente auspico una mobilitazione che sappia unire credenti e non credenti. Quanto alla politica, invece, suggerisco al Pdl di configurarsi come un vero e proprio movimento politico neoconservatore la cui azione politica muova i passi dal presupposto dell’emergenza antropologica in corso e quindi dalla consapevolezza che è necessario difendere quei principi che non sono confinabili alla sola dimensione privata ma investono la dimensione pubblica.
Molti esponenti del Pd, a partire dal sindaco, si sono schierati in difesa del sistema pubblico integrato. Mentre Sel e i grillini sono contro. Come giudica questo fatto?
È certamente positivo che la ragion pratica abbia indotto una parte del Pd a difendere la sua stessa esperienza sussidiaria. Tuttavia, bisogna pur riconoscere che gli attacchi ideologici alla vita, alla famiglia e alle scuole paritarie provengono sempre da una certa sinistra che definirei nichilista. Dobbiamo, però, accorgerci tutti, sinistra compresa, che la posta in gioco di fronte a queste sfide è il futuro della nostra società, che si suicida se rinnega i suoi principi. Anche la vitalità economica e sociale hanno un nesso molto stretto con questi principi, di cui il pluralismo educativo è solo uno dei tanti.
Referendum scuole Bologna. Merola (Pd) : "La sinistra anti paritarie vuole vuole un modello che non esiste nemmeno a Cuba - Tratto da Tempi
Tra una settimana a Bologna si vota per il referendum sulle paritarie, e il sindaco Virginio Merola (Pd), che già in un’intervista al Corriere aveva usato parole molto esplicite, così come in una lettera ai suoi cittadini, è tornato sul tema, definendo la campagna dei referendari anti-paritarie «il trionfo della demagogia e della disinformazione».
Parlando a Radio Tau, il primo cittadino ha detto: «Se qualcuno vuol fare una nuova sinistra, se la faccia. Ma non prenda come laboratorio Bologna per le proprie sperimentazioni inutili. Non permetto che questa città faccia da cavia agli esperimenti di persone che molto spesso non sono riusciti ad entrare in Parlamento con le proprie proposte politico».
SOLO RANCORE. Per Merola, il comitato che invita a votare A (sostenuto da Sel e grillini) è antistorico, propugna idee frutto solo di pregiudizi: «Servizio pubblico in tutta Europa non è statalismo. Ma che idea di sinistra è quella che in nome di un principio astratto divide la gente, introduce rancore e un’idea di servizio pubblico che non c’è neanche più a Cuba? La soluzione A ha già spaccato la città. Una comunità è fatta di idee diverse, e una sinistra che pensa che le idee diverse non vanno bene mi preoccupa, non è la mia sinistra». Questa è una sinistra che confonde sussidiarietà con privatizzazione, una sinistra che ha «problema epocale di cultura».
Visita la galleryULTERIORE DIVISIONE. Il sindaco vorrebbe «tenere fuori Bologna da una discussione che con Bologna non c’entra nulla. La città è in crisi, ci sono molti problemi di bilancio, ci sono persone in cassa integrazione, ci sono aziende che chiudono. Non avevamo bisogno di questa ulteriore divisione. Sto reagendo come sindaco che rappresenta tutta la città e chiedo a tutti di rispettare il dibattito cittadino senza metterci in mezzo questioni che non c’entrano nulla».
SE VINCE LA “A”. E se vincesse la A, cioè chi vuole togliere i fondi alle paritarie? «Anche qui c’è una disinformazione grave – ha risposto il sindaco -. È un referendum consultivo senza quorum, viene presentato come un referendum abrogativo o decisionale. Addirittura dicono che da Bologna partirà la grande riscossa della scuola pubblica in tutto il Paese. Non sta in piedi, è il Consiglio comunale ed è la giunta che dopo tre mesi si pronuncia sull’orientamento uscito dal referendum, ma non è vincolante per le decisioni del Consiglio e dell’amministrazione comunale».
«Non si capisce perché un sindaco – ha concluso – dovrebbe dire ai bambini che vanno alle scuole paritarie e ai loro genitori “arrangiatevi”. Io credo che un sindaco debba avere a cuore tutti i bambini in qualsiasi scuola vadano e porre condizioni per dare questi finanziamenti, ciò che facciamo dal 1995».
mercoledì 15 maggio 2013
Camera: sì all'assistenza sanitaria - tratto da Avvenire
" Svolta alla Camera. Per la prima volta l'assistenza sanitaria integrativa potrà essere estesa anche al convivente dello stesso sesso del deputato che ne fa richiesta. Lo ha deciso a maggioranza l'Ufficio di presidenza della Camera, accogliendo una richiesta del deputato Pd Ivan Scalfarotto.
La decisione, secondo quanto si apprende, è passata alla Camera, con i voti favorevoli di Pd, Pdl e Sel. Si sono astenuti Scelta Civica e Fratelli d'Italia.
Il M5S si è astenuto: "Lo abbiamo fatto - ha spiegato Roberta Lombardi all'Adnkronos - perché è un privilegio della casta. Nelle assicurazioni esterne - fa notare la capogruppo stellata a Montecitorio - il convivente dello stesso sesso non gode dell'estensione delle coperture. Perchè alla Camera dovrebbe?", chiede Lombardi. "È sempre la casta che vuole per sé i privilegi". Da qui la decisione del Movimento di astenersi dal voto sulla proposta avanzata già nella scorsa legislatura dalla deputata Pd, Paola Concia, ma non approdata allora a una decisione.
La Lega Mord ha votato contro: "Il Parlamento che non è in grado di decidere per i cittadini si ritaglia un altro spazio di privilegio alimentando un fondo di assistenza integrativa in cui si possono iscrivere contemporaneamente coniugi e conviventi". Lo dichiara Davide Caparini componente leghista dell'ufficio di presidenza di Montecitorio a proposito della decisione odierna. "Secondo la Lega Nord, i deputati percepiscono già un'indennità di carica sufficiente e con quei soldi possono farsi qualsiasi assistenza sanitaria senza pesare ulteriormente sul pubblico. Non siamo entrati nel merito della legittimità o meno di estendere l'assistenza integrativa ai conviventi dello stesso sesso perché il primo obiettivo della politica oggi deve essere quello di pesare meno sulla collettività. Noi abbiamo proposto di estendere al Parlamento quello che già fa la regione Lombardia e cioè di eliminare subito questo privilegio", prosegue. "
In questa circostanza condivido il pensiero del Leghista Davide Caparini
La decisione, secondo quanto si apprende, è passata alla Camera, con i voti favorevoli di Pd, Pdl e Sel. Si sono astenuti Scelta Civica e Fratelli d'Italia.
Il M5S si è astenuto: "Lo abbiamo fatto - ha spiegato Roberta Lombardi all'Adnkronos - perché è un privilegio della casta. Nelle assicurazioni esterne - fa notare la capogruppo stellata a Montecitorio - il convivente dello stesso sesso non gode dell'estensione delle coperture. Perchè alla Camera dovrebbe?", chiede Lombardi. "È sempre la casta che vuole per sé i privilegi". Da qui la decisione del Movimento di astenersi dal voto sulla proposta avanzata già nella scorsa legislatura dalla deputata Pd, Paola Concia, ma non approdata allora a una decisione.
La Lega Mord ha votato contro: "Il Parlamento che non è in grado di decidere per i cittadini si ritaglia un altro spazio di privilegio alimentando un fondo di assistenza integrativa in cui si possono iscrivere contemporaneamente coniugi e conviventi". Lo dichiara Davide Caparini componente leghista dell'ufficio di presidenza di Montecitorio a proposito della decisione odierna. "Secondo la Lega Nord, i deputati percepiscono già un'indennità di carica sufficiente e con quei soldi possono farsi qualsiasi assistenza sanitaria senza pesare ulteriormente sul pubblico. Non siamo entrati nel merito della legittimità o meno di estendere l'assistenza integrativa ai conviventi dello stesso sesso perché il primo obiettivo della politica oggi deve essere quello di pesare meno sulla collettività. Noi abbiamo proposto di estendere al Parlamento quello che già fa la regione Lombardia e cioè di eliminare subito questo privilegio", prosegue. "
In questa circostanza condivido il pensiero del Leghista Davide Caparini
Sacconi: Detassare i salari aziendali
La nota del senatore del Pdl
“Il ministro Giovannini ha presentato linee generali condivisibili. Osservo peraltro che la legge 92/12 ha generato in pochi mesi effetti disastrosi nel mercato del lavoro - nonostante l’insufficiente Rapporto ISFOL - per cui mi auguro che si possa individuare un comun denominatore, non minimo, tra i gruppi parlamentari che sostengono il Governo ai fini di significative correzioni normative. Marco Biagi sosteneva che ‘non esiste incentivo finanziario che possa compensare un disincentivo normativo’.Regole semplici e certe fanno più lavoro e più crescita perché incoraggiano ad intraprendere e a cogliere maggiori opportunità. Una specifica semplificazione deve essere prodotta per l’apprendistato, ritornando al Testo Unico, definendo nelle Regioni con certezza le modalità della formazione in azienda, cancellando i contributi previdenziali. Così come servizi pubblici e privati al lavoro più diffusi possono accompagnare ad una occupazione se possono avvalersi delle informazioni fornite da infrastrutture nazionali come l’INPS ed ITALIA LAVORO superando frammentazioni e sovrapposizioni.
Deve essere incoraggiata la contrattazione aziendale che collega salari ed efficienza attraverso una detassazione fino ad almeno 10 MILA euro. E’ condivisibile infine l’ipotesi avanzata dal Presidente Letta di introdurre flessibilità nel sistema previdenziale in modo che le lavoratrici ed i lavoratori più anziani possano, seppur onerosamente, accedere alla pensione con un moderato anticipo rispetto ai sessantasette anni in una fase temporale definita così da garantire quella transizione che caratterizza ogni fase di riforma.”
Gasparri: No allo ius soli. I clandestini vanno espulsi
Il commento del senatore del Pdl
“Il rispetto delle regole e delle leggi vigenti é il primo passo per garantire l’integrazione degli immigrati.Il dibattito in corso sulla cittadinanza impone un chiarimento preliminare: lo ius soli non troverà mai applicazione nel nostro Paese. Automatismi non sono ammessi e chi parla di ius soli dovrebbe essere più preciso per evitare equivoci che rischiano di attrarre un’enorme quantità di clandestini nel nostro Paese. Mentre é sul fronte della legalità che bisognerebbe concentrare maggiormente l’attenzione di tutti. Chi entra in Italia, non ha un lavoro e spesso delinque deve essere allontanato. Il reato di immigrazione clandestina va rispettato per non consegnare le nostre città alla criminalità ed alla violenza ed evitare episodi drammatici come quelli accaduti negli ultimi giorni. La legge prima di tutto. Tutto il resto, in questa fase, é un esercizio intellettuale”.
Lupi: Condannare e isolare i teppisti anti-Tav
La nota del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
“I teppisti e i violenti vanno unanimemente condannati e isolati. Quanto é successo questa notte é inaccettabile e intollerabile.I trenta delinquenti che hanno assaltato un cantiere della Tav devono sapere che la loro violenza non fermerà un’opera fondamentale e strategica per l’Italia e per l’Europa. Un’opera a favore della quale, da che e’ in progetto, si sono impegnati tutti i governi. Un’opera sulla quale intendiamo continuare il confronto e il dialogo con le popolazioni locali, ritenendo fondamentali anche le opere compensative per i Comuni della valle. Sull’Alta velocità abbiamo già avuto incontri a Roma e sarò presto, nelle prossime settimane, in Val di Susa per incontrare i sindaci e continuare con loro il confronto già avviato
martedì 14 maggio 2013
Liberiamo la Domenica - tratto da Avvenire
Depositate 150mila firme
Tre volte di più. Centocinquantamila firme, depositate stamane in Parlamento, per chiedere un referendum che restituisca alle Regioni il potere d’intervento sulle aperture domenicali dei negozi. “Liberiamo la domenica”, la campagna di Confesercenti e Federstrade, che ha avuto anche l’attivo sostegno della Conferenza Episcopale Italiana, della associazioni cattoliche e del mondo sindacale, ha raggiunto in pochi mesi un successo oltre le previsioni. A favore delle domeniche in famiglia circa l’80% dei dipendenti del commercio, le cui testimonianze sono confluite nel libro bianco Il profumo della domenica. Quella per le aperture festive limitate è una firma che serve anche a restituire il valore alla domenica, oltre che a tentare di far sopravvivere le botteghe di città. In apertura del volume, monsignor Giancarlo Bregantini, presidente della commissione Problemi sociali e Lavoro della Cei, ricorda infatti «il grido delle mamme» costrette a lavorare di domenica lasciando i figli in casa e sullo "sfondo la nostalgia per una bella Messa vissuta insieme, una bella passeggiata carica di emozioni d’amore". La liberalizzazione degli orari negli esercizi commerciali non ha portato i risultati sperati, spiega il presidente di Confesercenti Marco Venturi, anzi nel 2013 "chiuderanno 42mila negozi e le famiglie, che nel 2012 hanno già speso 40 miliardi in meno, vedranno contrarre le proprie uscite di altri 13 miliardi".
sabato 11 maggio 2013
Discorso di Berlusconi a Brescia
Carissime amiche, carissimi amici,
Sono venuto in questa piazza per dirvi tre parole: io sono qui. Io sono qui. Io resto qui. Più determinato e più convinto di prima.
Dico da qui, dopo un’altra settimana di assedio e di violenza contro di me:
se qualcuno pensava di scoraggiarmi, si è sbagliato di grosso;
se qualcuno pensava di intimidirmi, si è sbagliato di grosso e resterà deluso.
Questi “qualcuno” non conoscono me, ma soprattutto non conoscono voi, questo grande, grande, grandissimo Popolo della Libertà, che non ha paura, che non si fa spaventare, che conosce solo il rispetto e l’amore per gli altri. Diciamolo insieme: il nostro amore è più forte della loro invidia e del loro odio. E quanto più vogliono buttarci addosso intolleranza, odio, disprezzo, tanto più cresce il nostro amore, la nostra passione per la libertà, la nostra coesione.
Gli eventi di questi giorni hanno moltiplicato le mie forze, la mia determinazione, la mia voglia di resistere e di combattere rimanendo al vostro fianco.
Ora posso dirvelo. Un paio di anni fa avevo pensato, forse ho perfino sperato, che fosse giunto il momento, dopo tante battaglie, di lasciare la primissima linea del fronte, di fare non più il centravanti ma l’allenatore, di aiutare - da dietro le quinte - una nuova squadra di politici giovani e competenti. Avevo altri progetti di vita: dedicarmi alla mia famiglia, a una Fondazione intitolata a mio padre per costruire ospedali per bambini in giro per il mondo, dedicarmi alla mia “università della libertà” che è ormai terminata come struttura ed è pronta ad accogliere i migliori giovani del mondo per ascoltare e imparare i principi del buon governo dai più grandi protagonisti politici degli ultimi vent’anni, tutti già felici di mettere la loro esperienza a disposizione dei nuovi protagonisti politici del futuro. Avevo anche la speranza di dedicarmi magari anche al mio grande Milan per farlo ritornare grandissimo.
Ma mi hanno fermato tre cose:
- primo, l’esigenza e l’urgenza di lottare per uscire dalla crisi riducendo le tasse per tornare alla crescita, perché ogni impresa che chiude, ogni famiglia che non ce la fa, ogni persona che perde il posto di lavoro, rappresenta per me un dolore, e solo noi sappiamo mettere in campo le ricette per uscire da questa maledetta crisi;
- secondo, l’andamento dei sondaggi in quel momento con il rischio che tutto il potere finisse nelle mani di una parte estrema della sinistra che non è cambiata, che vuole comandare e prendersi tutte le istituzioni anche se non ha la maggioranza;
- terzo, lo stato della nostra giustizia, che non garantisce l’imparzialità dei giudici, che calpesta troppo spesso il diritto di libertà dei cittadini, che interviene nella vita politica, che vuole eliminarmi perché mi considera l’unico ostacolo che da vent’anni si frappone tra la sinistra e il potere, che fa in definitiva della nostra Italia, un tempo culla del diritto, una democrazia malata.
Questa settimana, avremo conferma di un nostro straordinario successo, nella direzione di quello per cui ci eravamo impegnati in campagna elettorale. Da giugno le famiglie italiane non pagheranno più l’Imu sulla prima casa!
Ve lo ricordate cosa ci dicevano sull’Imu durante la campagna elettorale? Ho qui la raccolta degli insulti che mi sono preso per avere detto che quella tassa odiosa andava cancellata.
Da ora in avanti, mai più la tredicesima degli italiani potrà essere sequestrata com’è accaduto lo scorso dicembre.
Mai più la casa, per noi un bene sacro, il più caro per gli italiani, potrà essere aggredita in questo modo.
Mai più consentiremo, in qualunque ambito (per le famiglie, per le imprese, per i lavoratori), che ci sia un solo euro di tasse aggiuntive per gli italiani. Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica centrodestra e centrosinistra sono riusciti a mettersi insieme per fare le riforme e per realizzare tutti quei provvedimenti che rilancino l’economia.
Abbiamo investito politicamente su questo Governo, e ora intendiamo portare a casa questi risultati, i risultati che abbiamo promesso ai nostri elettori.
Come ben sapete, ancora un mese prima del voto dello scorso febbraio, la sinistra pensava di vincere e di prendersi tutto.
Finalmente, dopo due mesi di inutili inseguimenti a Grillo, hanno accettato la nostra proposta di un governo di coalizione nell’interesse dell’Italia. Noi ci crediamo e sosterremo lealmente questo governo che si è impegnato a realizzare quei provvedimenti che sono indispensabili, lo ripeto, per rilanciare l’economia. E sono questi:
- Primo. Come ho appena detto, l’Imu, l’odiosa tassa sulla prima casa, deve essere abolita per sempre;
- Secondo. L’Iva non deve aumentare;
- Terzo. Bisogna tagliare le unghie a quel mostro che si chiama Equitalia, che imperversa sulle famiglie e sulle imprese;
- Quarto. Bisogna detassare le nuove assunzioni. Zero tasse e zero contributi per chi assume un giovane, un disoccupato, un cassintegrato. Solo così potremo creare nuovo lavoro, in particolare per chi si è trovato in difficoltà a causa della crisi;
- Quinto ma importantissimo. Bisogna dare una scossa positiva all’attività dell’impresa superando il sistema lento e borbonico delle autorizzazioni preventive, che inchioda chi vuol fare, a tempi biblici e a fatiche impossibili per aprire una nuova impresa, per ingrandire una casa o un fabbricato, per realizzare un nuovo progetto. Basta autorizzazioni preventive; tu parti, inizi, vai avanti e solo dopo arrivano i controlli, come accade in tutti i Paesi moderni.
Sono queste le cose su cui ci siamo impegnati a livello nazionale, e vogliamo portarle a casa come risultati concreti per il bene di tutti.
E ho citato queste cinque cose perché sono stati i cinque punti esplicitamente citati dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, accanto al nostro Angelino Alfano, nel suo discorso programmatico davanti al Parlamento.
Noi siamo persone leali. Io sono una persona leale. Quando guardo negli occhi una persona, e quando gli stringo la mano per confermare un accordo, per me è come se avessi firmato un contratto. E i contratti, tra persone perbene si rispettano, si devono rispettare.
Detto e chiarito questo punto politico essenziale, vengo a ciò che non posso tacere. Tutti mi hanno chiesto, una parola, una risposta, una reazione dopo l’ultimo assurdo atto giudiziario che ho subìto questa settimana.
La sentenza indegna dell’altro giorno aveva indotto qualcuno a pensare che io perdessi la testa, o che potessi abbandonarmi a quello che nel calcio si chiama “fallo di reazione”, mettendo a rischio la vita del Governo. Tu mi hai dato un calcio? E io te ne do un altro più forte. Anche in questo caso, si sono sbagliati. Noi consideriamo questo governo un fatto storico, epocale, perché per la prima volta dal 1947 nella storia della nostra Repubblica centro destra e centro sinistra si sono messi insieme e insieme possono fare il bene del Paese varando quelle riforme dell’architettura istituzionale che sono indispensabili per rendere davvero governabile l’Italia e quei provvedimenti che sono urgenti ed indispensabili per far uscire il Paese dalla crisi e per rilanciare l’economia.
Ieri sera ho voluto rivedere un filmato, e mi sono commosso. Sono le immagini di Enzo Tortora, che rivolgendosi ai suoi giudici disse: “Io sono innocente. Spero, dal profondo del mio cuore, che lo siate anche voi”.
E’ questo il sentimento non solo mio, ma di tantissimi italiani, che entrano ogni giorno nel tritacarne infernale della giustizia.
Vedete, io sono una persona forte, ho le spalle larghe, ho i mezzi per difendermi, mi batto, resisto, resto in campo, ma se quando queste stesse cose capitano a un cittadino qualsiasi, come può difendersi?
Come può impedire che la sua vita venga distrutta?
Che la sua impresa vada in rovina?
Che la sua famiglia subisca conseguenze tremende?
Stiamo attenti: può capitare a tutti, anzi è già capitato a tanti… Tutti possiamo finire nel tritacarne giudiziario semplicemente perché qualcuno, per qualsiasi motivo, ha deciso di farci del male. E questo può accadere per qualsiasi ragione. A me è accaduto e accade, ne sono certo, per un pregiudizio politico e per un’invincibile invidia che sfocia spesso nell’odio nei confronti miei e di quelle classi sociali che noi rappresentiamo con la nostra politica, nei confronti di chi con il rischio, con il lavoro con il rischio imprenditoriale è riuscito a costruire una piattaforma di benessere per se e per i propri figli.
E loro, i magistrati, neanche pagano per i loro errori…Noi chiediamo che i magistrati debbano rispondere come tutti i professionisti dei loro errori, se commessi con malafede o con grave negligenza. Nel 1987, proprio dopo la commovente battaglia di Enzo Tortora, l’80% per cento degli italiani disse sì alla responsabilità civile dei magistrati, ma, subito dopo, quella decisione fu dimenticata. Noi vogliamo ripercorrere la via decisa dal popolo sovrano. I magistrati per bene, che sono la grande maggioranza, non hanno nulla da temere. Devono preoccuparsi solo i magistrati faziosi che usano la giustizia per convenienze personali o a fini di lotta politica.
Per tutti questi motivi noi ci batteremo in Parlamento per una grande riforma della giustizia, che non può più aspettare. Sono tutte riforme che già esistono in tutte le democrazie, incluse quelle governate dalla sinistra e cioè:
- una vera parità tra accusa e difesa; gli avvocati dell’accusa devono avere con i giudici lo stesso rapporto che con i giudici hanno gli avvocati della difesa;
- una vera separazione delle carriere tra i magistrati che conducono le inchieste e i magistrati che giudicano: sono due compiti diversi, e devono esserci concorsi diversi, attitudini diverse, sedi di lavoro diverse. Forse ce ne dovrebbe essere un’altra. Quella tra i magistrati e i giornalisti che scrivono delle loro inchieste;
- una vera responsabilità civile dei magistrati, che, ripeto, devono rispondere dei loro errori se commessi con dolo o con colpa grave;
- una grande riforma delle intercettazioni, perché gli italiani devono tornare liberi di usare il telefono senza essere spiati, intercettati, schedati e ricattati….non è davvero un paese civile quello in cui può accadere tutto questo;
- un vero ripristino del segreto istruttorio. Non è accettabile che ogni giorno esca di tutto e di più dagli uffici giudiziari. A questo punto deve pagare il Capo dell’Ufficio. E invece pensate che io, proprio io, l’uomo più intercettato d’Italia, sono l’unico messo in mezzo per una intercettazione…. Ma vi sembra una cosa normale o siamo tutti matti?
- una riforma della carcerazione preventiva. Come può essere tollerato il fatto che un cittadino venga troppo facilmente sbattuto in galera prima del processo, da innocente? Ma lo sapete che più del 40% degli attuali detenuti sono persone in attesa di giudizio? E che, a processo finito, la metà di loro risulterà innocente per il reato di cui sono accusati? E chi mai potrà risarcirli, per le loro vite distrutte, per le loro famiglie devastate, per la vergogna dei loro figli, per il dolore delle persone a loro care? Ci rendiamo conto?
- E poi un grande impegno, dei grandi interventi per rendere finalmente civili le nostre carceri. Un conto è scontare la giusta pena, altro conto è essere buttati in un inferno senza pietà e senza dignità. Se hai commesso un reato lo Stato ti può togliere la libertà, ma non ti può togliere la dignità o addirittura la salute come purtroppo succede oggi.
Noi ci siamo e ci saremo anche per questo, con il coraggio di sempre e con la schiena dritta di chi non si fa intimidire. A proposito di intimidazioni lasciatemi dire un’ultima cosa.
Qualche magistrato politicizzato è accecato dall’odio nei miei confronti, questo si sa…Dico a loro: potete farmi di tutto, ma c’è una cosa che non potrete impedirmi, mai… mai… mai:
- non potrete impedirmi di essere alla testa del Popolo della Libertà, finché molti milioni di italiani lo vorranno. Non potrete impedirmi di essere il leader del Popolo della Libertà finché milioni di italiani lo vorranno.
Sono venuto in questa piazza per dirvi tre parole: io sono qui. Io sono qui. Io resto qui. Più determinato e più convinto di prima.
Dico da qui, dopo un’altra settimana di assedio e di violenza contro di me:
se qualcuno pensava di scoraggiarmi, si è sbagliato di grosso;
se qualcuno pensava di intimidirmi, si è sbagliato di grosso e resterà deluso.
Questi “qualcuno” non conoscono me, ma soprattutto non conoscono voi, questo grande, grande, grandissimo Popolo della Libertà, che non ha paura, che non si fa spaventare, che conosce solo il rispetto e l’amore per gli altri. Diciamolo insieme: il nostro amore è più forte della loro invidia e del loro odio. E quanto più vogliono buttarci addosso intolleranza, odio, disprezzo, tanto più cresce il nostro amore, la nostra passione per la libertà, la nostra coesione.
Gli eventi di questi giorni hanno moltiplicato le mie forze, la mia determinazione, la mia voglia di resistere e di combattere rimanendo al vostro fianco.
Ora posso dirvelo. Un paio di anni fa avevo pensato, forse ho perfino sperato, che fosse giunto il momento, dopo tante battaglie, di lasciare la primissima linea del fronte, di fare non più il centravanti ma l’allenatore, di aiutare - da dietro le quinte - una nuova squadra di politici giovani e competenti. Avevo altri progetti di vita: dedicarmi alla mia famiglia, a una Fondazione intitolata a mio padre per costruire ospedali per bambini in giro per il mondo, dedicarmi alla mia “università della libertà” che è ormai terminata come struttura ed è pronta ad accogliere i migliori giovani del mondo per ascoltare e imparare i principi del buon governo dai più grandi protagonisti politici degli ultimi vent’anni, tutti già felici di mettere la loro esperienza a disposizione dei nuovi protagonisti politici del futuro. Avevo anche la speranza di dedicarmi magari anche al mio grande Milan per farlo ritornare grandissimo.
Ma mi hanno fermato tre cose:
- primo, l’esigenza e l’urgenza di lottare per uscire dalla crisi riducendo le tasse per tornare alla crescita, perché ogni impresa che chiude, ogni famiglia che non ce la fa, ogni persona che perde il posto di lavoro, rappresenta per me un dolore, e solo noi sappiamo mettere in campo le ricette per uscire da questa maledetta crisi;
- secondo, l’andamento dei sondaggi in quel momento con il rischio che tutto il potere finisse nelle mani di una parte estrema della sinistra che non è cambiata, che vuole comandare e prendersi tutte le istituzioni anche se non ha la maggioranza;
- terzo, lo stato della nostra giustizia, che non garantisce l’imparzialità dei giudici, che calpesta troppo spesso il diritto di libertà dei cittadini, che interviene nella vita politica, che vuole eliminarmi perché mi considera l’unico ostacolo che da vent’anni si frappone tra la sinistra e il potere, che fa in definitiva della nostra Italia, un tempo culla del diritto, una democrazia malata.
Questa settimana, avremo conferma di un nostro straordinario successo, nella direzione di quello per cui ci eravamo impegnati in campagna elettorale. Da giugno le famiglie italiane non pagheranno più l’Imu sulla prima casa!
Ve lo ricordate cosa ci dicevano sull’Imu durante la campagna elettorale? Ho qui la raccolta degli insulti che mi sono preso per avere detto che quella tassa odiosa andava cancellata.
Da ora in avanti, mai più la tredicesima degli italiani potrà essere sequestrata com’è accaduto lo scorso dicembre.
Mai più la casa, per noi un bene sacro, il più caro per gli italiani, potrà essere aggredita in questo modo.
Mai più consentiremo, in qualunque ambito (per le famiglie, per le imprese, per i lavoratori), che ci sia un solo euro di tasse aggiuntive per gli italiani. Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica centrodestra e centrosinistra sono riusciti a mettersi insieme per fare le riforme e per realizzare tutti quei provvedimenti che rilancino l’economia.
Abbiamo investito politicamente su questo Governo, e ora intendiamo portare a casa questi risultati, i risultati che abbiamo promesso ai nostri elettori.
Come ben sapete, ancora un mese prima del voto dello scorso febbraio, la sinistra pensava di vincere e di prendersi tutto.
Finalmente, dopo due mesi di inutili inseguimenti a Grillo, hanno accettato la nostra proposta di un governo di coalizione nell’interesse dell’Italia. Noi ci crediamo e sosterremo lealmente questo governo che si è impegnato a realizzare quei provvedimenti che sono indispensabili, lo ripeto, per rilanciare l’economia. E sono questi:
- Primo. Come ho appena detto, l’Imu, l’odiosa tassa sulla prima casa, deve essere abolita per sempre;
- Secondo. L’Iva non deve aumentare;
- Terzo. Bisogna tagliare le unghie a quel mostro che si chiama Equitalia, che imperversa sulle famiglie e sulle imprese;
- Quarto. Bisogna detassare le nuove assunzioni. Zero tasse e zero contributi per chi assume un giovane, un disoccupato, un cassintegrato. Solo così potremo creare nuovo lavoro, in particolare per chi si è trovato in difficoltà a causa della crisi;
- Quinto ma importantissimo. Bisogna dare una scossa positiva all’attività dell’impresa superando il sistema lento e borbonico delle autorizzazioni preventive, che inchioda chi vuol fare, a tempi biblici e a fatiche impossibili per aprire una nuova impresa, per ingrandire una casa o un fabbricato, per realizzare un nuovo progetto. Basta autorizzazioni preventive; tu parti, inizi, vai avanti e solo dopo arrivano i controlli, come accade in tutti i Paesi moderni.
Sono queste le cose su cui ci siamo impegnati a livello nazionale, e vogliamo portarle a casa come risultati concreti per il bene di tutti.
E ho citato queste cinque cose perché sono stati i cinque punti esplicitamente citati dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, accanto al nostro Angelino Alfano, nel suo discorso programmatico davanti al Parlamento.
Noi siamo persone leali. Io sono una persona leale. Quando guardo negli occhi una persona, e quando gli stringo la mano per confermare un accordo, per me è come se avessi firmato un contratto. E i contratti, tra persone perbene si rispettano, si devono rispettare.
Detto e chiarito questo punto politico essenziale, vengo a ciò che non posso tacere. Tutti mi hanno chiesto, una parola, una risposta, una reazione dopo l’ultimo assurdo atto giudiziario che ho subìto questa settimana.
La sentenza indegna dell’altro giorno aveva indotto qualcuno a pensare che io perdessi la testa, o che potessi abbandonarmi a quello che nel calcio si chiama “fallo di reazione”, mettendo a rischio la vita del Governo. Tu mi hai dato un calcio? E io te ne do un altro più forte. Anche in questo caso, si sono sbagliati. Noi consideriamo questo governo un fatto storico, epocale, perché per la prima volta dal 1947 nella storia della nostra Repubblica centro destra e centro sinistra si sono messi insieme e insieme possono fare il bene del Paese varando quelle riforme dell’architettura istituzionale che sono indispensabili per rendere davvero governabile l’Italia e quei provvedimenti che sono urgenti ed indispensabili per far uscire il Paese dalla crisi e per rilanciare l’economia.
Ieri sera ho voluto rivedere un filmato, e mi sono commosso. Sono le immagini di Enzo Tortora, che rivolgendosi ai suoi giudici disse: “Io sono innocente. Spero, dal profondo del mio cuore, che lo siate anche voi”.
E’ questo il sentimento non solo mio, ma di tantissimi italiani, che entrano ogni giorno nel tritacarne infernale della giustizia.
Vedete, io sono una persona forte, ho le spalle larghe, ho i mezzi per difendermi, mi batto, resisto, resto in campo, ma se quando queste stesse cose capitano a un cittadino qualsiasi, come può difendersi?
Come può impedire che la sua vita venga distrutta?
Che la sua impresa vada in rovina?
Che la sua famiglia subisca conseguenze tremende?
Stiamo attenti: può capitare a tutti, anzi è già capitato a tanti… Tutti possiamo finire nel tritacarne giudiziario semplicemente perché qualcuno, per qualsiasi motivo, ha deciso di farci del male. E questo può accadere per qualsiasi ragione. A me è accaduto e accade, ne sono certo, per un pregiudizio politico e per un’invincibile invidia che sfocia spesso nell’odio nei confronti miei e di quelle classi sociali che noi rappresentiamo con la nostra politica, nei confronti di chi con il rischio, con il lavoro con il rischio imprenditoriale è riuscito a costruire una piattaforma di benessere per se e per i propri figli.
E loro, i magistrati, neanche pagano per i loro errori…Noi chiediamo che i magistrati debbano rispondere come tutti i professionisti dei loro errori, se commessi con malafede o con grave negligenza. Nel 1987, proprio dopo la commovente battaglia di Enzo Tortora, l’80% per cento degli italiani disse sì alla responsabilità civile dei magistrati, ma, subito dopo, quella decisione fu dimenticata. Noi vogliamo ripercorrere la via decisa dal popolo sovrano. I magistrati per bene, che sono la grande maggioranza, non hanno nulla da temere. Devono preoccuparsi solo i magistrati faziosi che usano la giustizia per convenienze personali o a fini di lotta politica.
Per tutti questi motivi noi ci batteremo in Parlamento per una grande riforma della giustizia, che non può più aspettare. Sono tutte riforme che già esistono in tutte le democrazie, incluse quelle governate dalla sinistra e cioè:
- una vera parità tra accusa e difesa; gli avvocati dell’accusa devono avere con i giudici lo stesso rapporto che con i giudici hanno gli avvocati della difesa;
- una vera separazione delle carriere tra i magistrati che conducono le inchieste e i magistrati che giudicano: sono due compiti diversi, e devono esserci concorsi diversi, attitudini diverse, sedi di lavoro diverse. Forse ce ne dovrebbe essere un’altra. Quella tra i magistrati e i giornalisti che scrivono delle loro inchieste;
- una vera responsabilità civile dei magistrati, che, ripeto, devono rispondere dei loro errori se commessi con dolo o con colpa grave;
- una grande riforma delle intercettazioni, perché gli italiani devono tornare liberi di usare il telefono senza essere spiati, intercettati, schedati e ricattati….non è davvero un paese civile quello in cui può accadere tutto questo;
- un vero ripristino del segreto istruttorio. Non è accettabile che ogni giorno esca di tutto e di più dagli uffici giudiziari. A questo punto deve pagare il Capo dell’Ufficio. E invece pensate che io, proprio io, l’uomo più intercettato d’Italia, sono l’unico messo in mezzo per una intercettazione…. Ma vi sembra una cosa normale o siamo tutti matti?
- una riforma della carcerazione preventiva. Come può essere tollerato il fatto che un cittadino venga troppo facilmente sbattuto in galera prima del processo, da innocente? Ma lo sapete che più del 40% degli attuali detenuti sono persone in attesa di giudizio? E che, a processo finito, la metà di loro risulterà innocente per il reato di cui sono accusati? E chi mai potrà risarcirli, per le loro vite distrutte, per le loro famiglie devastate, per la vergogna dei loro figli, per il dolore delle persone a loro care? Ci rendiamo conto?
- E poi un grande impegno, dei grandi interventi per rendere finalmente civili le nostre carceri. Un conto è scontare la giusta pena, altro conto è essere buttati in un inferno senza pietà e senza dignità. Se hai commesso un reato lo Stato ti può togliere la libertà, ma non ti può togliere la dignità o addirittura la salute come purtroppo succede oggi.
Noi ci siamo e ci saremo anche per questo, con il coraggio di sempre e con la schiena dritta di chi non si fa intimidire. A proposito di intimidazioni lasciatemi dire un’ultima cosa.
Qualche magistrato politicizzato è accecato dall’odio nei miei confronti, questo si sa…Dico a loro: potete farmi di tutto, ma c’è una cosa che non potrete impedirmi, mai… mai… mai:
- non potrete impedirmi di essere alla testa del Popolo della Libertà, finché molti milioni di italiani lo vorranno. Non potrete impedirmi di essere il leader del Popolo della Libertà finché milioni di italiani lo vorranno.
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